postheadericon Elogio della democrazia

Secondo alcuni intellettuali la democrazia sarebbe la peggiore forma di governo ma si racconta che, in risposta a questa considerazione, Winston Churchill ribattesse che, comunque, non conosceva un’altra forma di governo che fosse migliore.

Pare, però, che in altra occasione, egli si sia pronunciato in tal modo : “La democrazia funziona quando a decidere siamo in due e l’altro è malato”.

E’ possibile che in un momento di democratico sconforto, il grande statista si sia abbandonato a qualche giudizio non certamente protocollare.

Viene diffusamente e giustamente proclamato che la democrazia sia la dimensione sociale nella quale tutti sono considerati uguali. Questo postulato ha la funzione di risolvere le problematiche più complesse all’interno del cosiddetto contratto sociale.

Generalmente, i postulati reggono le scienze matematiche ma ciò non significa che non si possano operare delle trasposizioni.

Ad esempio, un cumulo di patate è costituito da elementi uguali che possono essere sommati. Se al cumulo di patate si aggiungono cipolle, melanzane, zucche e carote, allora, in matematica, la somma non è più possibile.

Infatti gli elementi che costituiscono un insieme devono essere omogenei. Le patate non sono uguali alle melanzane o alle cipolle. Tuttavia per renderle uguali, basta fare una operazione di insiemistica. Si costituisce un insieme più grande denominato “Ortaggi” nel quale, assieme alle patate, possono tranquillamente confluire anche le carote, le cipolle e le melanzane. A questo punto le differenze scompaiono. Sono tutti ortaggi.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 01 Ottobre 2014 07:16)

 

postheadericon NOTIZIE DALL'ITALIA

E’ opinione diffusa in tutti i paesi dell’Unione Europea che siano gli italiani a leggere il minor numero di giornali rispetto a tutti gli altri componenti della Comunità.

In realtà le statistiche dimostrano che soltanto 90 italiani su 1000 comprano un quotidiano contro i 450 della Norvegia, i 368 della Svezia, i 360 della Svizzera e così via.

In parole molto semplici, nella lettura dei quotidiani, noi rappresentiamo il fanalino di coda. Questa immagine che circola in Europa certamente non ci onora. Tuttavia proviamo a rivolgere a noi stessi una domanda iniziale : vale la pena leggere un quotidiano in Italia?

Ognuno può esprimere liberamente e legittimamente la propria opinione. A me personalmente è successo un evento che presenta, nello stesso tempo, del ridicolo e dello spiacevole.

Prima di raggiungere la casa delle vacanze estive avevo comprato il solito quotidiano. Giunto a destinazione, mentre mettevo a posto le cose che avevo portato, ho visto sul tavolo il quotidiano che avevo comprato l’anno prima. Guardando le pagine, diventava sempre più netta la sensazione di leggere il quotidiano che avevo appena comprato. Stessi personaggi, stesse facce, stesse indagini, stesse argomentazioni. Insomma, tranne le notizie di cronaca, il quotidiano di quella mattina sembrava la fotocopia di quello dell’anno precedente.

Questa semplice rilevazione, pur potendo suscitare un po’ di humour, non è né sufficiente, né utile, né significativa per prendere in considerazione il fenomeno generale. E’ necessario cercare di trovare qualche spiegazione di questo  graduale allontanamento dei cittadini dalla lettura dei quotidiani e dalla lettura in senso generale.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Luglio 2014 07:38)

 

postheadericon Le radici della nostra memoria

Le radici della nostra memoria di Franco Severini Giordano

 

Non accade di rado che un gruppo sociale più o meno vasto posto in una determinata area possa perdere nel corso del tempo la memoria delle proprie tradizioni e del proprio ruolo svolto nella storia.

Ciò è avvenuto in maggior misura nella nostra regione forse perché a causa degli enormi disastri naturali che si sono succeduti nel tempo è andata distrutta gran parte del patrimonio di quelle fonti che contribuivano a costituire e a configurare la nostra identità e la nostra stirpe.

 

 

postheadericon L'Italia nella notte buia

Ritengo sia capitato più di una volta alle generazioni che si sono succedute nel nostro tempo storico di essere convinti di vivere in una epoca diversa dal consueto. In parte questa convinzione può essere ridondante in quanto è abbastanza ovvio che, per motivi di ordine evolutivo, le epoche non si rassomigliano mai, essendo presente sempre qualche elemento nuovo.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 19 Ottobre 2012 10:49)

 

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